LCI, le nostre considerazioni sulla dichiarazione: “La posizione del PCI (Maoista) sulla formazione della Lega comunista internazionale (LCI)”

Traduzione non ufficiale

Recentemente è stato pubblicato un documento del Partito comunista indiano (Maoista) intitolato “La Posizione del PCI (Maoista) sulla formazione della Lega comunista internazionale (LCI)”. In questo testo, il PCI (Maoista) esprime la sua posizione sulla proposta per la Conferenza Internazionale Maoista Unificata (CIMU)  [Proposta sul bilancio del movimento comunista internazionale e della sua attuale linea politica generale, pubblicata nel 2021], sull’organizzazione della CIMU e sul documento politico approvato, e quindi sulla fondazione della Lega comunista internazionale (LCI) nel 2022.

In primo luogo, la LCI avanza un caloroso saluto comunista al PCI (Maoista), al suo Comitato Centrale, all’Esercito Guerrigliero Popolare di Liberazione, alle masse che combattono sotto la sua guida nell’invincibile Guerra Popolare e con particolare enfasi agli eroi immortali della rivoluzione indiana.

Vogliamo anche farvi presente, Compagni, che non possiamo essere d’accordo con le motivazioni addotte per il vostro ritardo nell’esprimervi su una questione tanto rilevante per la Rivoluzione Proletaria Mondiale oggi, come la decisione di procedere in controtendenza rispetto alla dispersione del Movimento Comunista Internazionale, soprattutto perché in questo caso si tratta della posizione di un partito con una lunga tradizione internazionalista come appunto quella del PCI (Maoista).

Pertanto, riteniamo importante che il PCI (Maoista) intenda chiarire la sua posizione sulla LCI. Crediamo che la dichiarazione dei Compagni contribuisca a quella lotta tra le due linee che è necessaria per lo sviluppo e l’unità del Movimento Comunista Internazionale (MCI). È attraverso un’attiva discussione delle nostre differenze che potremo eliminare le idee sbagliate e, in ultima analisi, raggiungere un’unità internazionale più elevata e più ampia al fine di dare un maggiore contributo alla rivoluzione proletaria mondiale. Poter discutere tali critiche e valutazioni su piattaforme pubbliche presenta il vantaggio di consentire all’MCI, nel senso più ampio, il conseguimento di un’adeguata consapevolezza dei problemi. Ma non dobbiamo accontentarci solo di tali piattaforme. Se il nostro obiettivo è quello di emendare il movimento marxista-leninista-maoista dai suoi errori e di garantirgli la possibilità di un’azione più efficace e potente nella lotta di classe, dobbiamo anche utilizzare piattaforme bilaterali, dove lo sviluppo dei problemi è discusso in modo più concreto e dettagliato. La creazione di una tale piattaforma tra il PCI (Maoista) e la LCI è importante e necessaria.

Le nostre opinioni su alcuni dei temi contenuti nella dichiarazione intitolata «La posizione del PCI (Maoista) sulla formazione della Lega comunista internazionale (LCI)»

Sosteniamo la necessità di una lotta aperta, una lotta tra le due linee, una critica sincera e fraterna e la piena disponibilità ad un’autocritica come gli unici metodi marxisti-leninisti-maoisti per risolvere le contraddizioni all’interno del movimento comunista. Diamo quindi il dovuto peso alle critiche e ai consigli dei Partiti fratelli. Allo stesso modo, siamo disposti a fare una seria autocritica quando si rivelerà necessaria. Tuttavia, la dichiarazione del PCI (Maoista) solleva alcune domande e richiede alcuni chiarimenti sulla Conferenza Internazionale Maoista Unificata, sulla creazione della LCI e sull’unità dell’MCI.

Per arrivare a conclusioni corrette su qualsiasi quesito, si dovrebbe procedere prendendo la situazione oggettiva come punto di partenza. Invece non corrisponde al marxismo-leninismo-maoismo, che impone di cercare la verità nei fatti, il voler seguire un metodo idealistico e quindi il procedere sostituendo ad essi, presentandole come verità, le nostre rappresentazioni soggettive. È necessario evitare questo stile. Specialmente se stiamo parlando a nome del proletariato internazionale e dei suoi interessi. Se c’è un problema nel modo in cui otteniamo le informazioni necessarie, le conclusioni che possiamo trarne saranno difettose fin dall’inizio.

La dichiarazione del PCI (Maoista) si colloca in questo quadro. Quali dati e quali impegni hanno portato alle conclusioni che contraddistinguono le affermazioni del PCI (Maoista)? Se è stata raggiunta una conclusione sulla base delle discussioni emerse durante il processo di preparazione della Conferenza internazionale maoista unificata e di conseguenza, sulla base delle dichiarazionidei partiti e delle organizzazioni che si sono rifiutati di partecipare alla LCI, è chiaro che questo non è stato un modo di procedere corretto e che non può essere un metodo scientifico per affrontare i problemi.

Possiamo trarre questa conclusione dal fatto che il PCI (Maoista), per supportare le conclusioni che espone nella sua dichiarazione, si riferisce alle dichiarazioni dei partiti e delle organizzazioni che non partecipano alla LCI (per una ragione o per l’altra) e che sono critici nei confronti della formazione della LCI. Ora i Compagni accettano queste critiche come essenzialmente corrette: “Anche se non del tutto, siamo ampiamente d’accordo sulle valutazioni e le argomentazioni critiche dei partiti e delle organizzazioni MLM a livello internazionale sulla formazione di LCI”. Dalle dichiarazioni dei compagni è chiaro che questo è stato il metodo sostanzialmente seguito. Non ci riferiamo qui alla critica ideologico-teorica dei compagni del PCI (Maoista). Ci riferiamo al processo che ha preceduto la formazione della Lega comunista internazionale ed agli sviluppi che hanno avuto luogo durante questo processo.

In primo luogo, va chiarito che attribuiamo grande importanza anche alle critiche dei partiti e delle organizzazioni che non fanno parte della LCI e che rimangono critici nei suoi confronti. Possiamo anche affermare chiaramente che ci sono aspetti di queste critiche e valutazioni che prendiamo in considerazione e che ci servono per approfondire la nostra riflessione. È stato così ieri, e sarà così oggi e in futuro. Durante tutto questo processo, abbiamo certamente avuto le nostre carenze. Stiamo parlando di un processo relativo a decine di incontri bilaterali e incontri molteplici nel corso degli anni, con partiti e organizzazioni che hanno differenze su molti punti, anche se sono uniti su punti di base.

Non abbiamo fatto tutto in modo perfetto, né pretendiamo sostenerlo. Nel processo che ha preceduto la formazione della LCI, ovviamente, è possibile criticare la forma e il contenuto delle discussioni che hanno avuto luogo, o il fatto che magari non sempre ci fosse abbastanza discussione. In questo senso, non siamo chiusi a valutazioni e critiche. Non vediamo problemi nel fatto che il PCI (Maoista) dia importanza e prenda sul serio le critiche e le valutazioni dei partiti e delle organizzazioni critiche nei confronti della LCI. Il problema principale dei compagni del PCI (Maoista) qui è che si limitano alle critiche e alle valutazioni di coloro che criticano la LCI. Il fatto che i compagni prendano posizione e formulino critiche senza conferire alla LCI l’organizzazione e la direzione del processo, e senza essere informati dalla LCI del corso del processo, denota un approccio unilaterale. È molto importante considerare e padroneggiare la situazione nel suo insieme. L’approccio unilaterale è invece, senza dubbio, un metodo soggetto a errori. I compagni del PCI (Maoista) hanno essenzialmente commesso questo errore. Questo errore ha contributo a impostare le loro critiche. A questo proposito, le critiche all’organizzazione del processo di fondazione della LCI si basano su pregiudizi. Allo stesso modo, il pensare di poter trarre conclusioni solo sulla base di documenti disponibili pubblicamente è problematico. Durante tutto questo processo, ci sono stati molti incontri bilaterali e incontri con una partecipazione più ampia.

Il processo della CIMU e i problemi verificatisi sono stati discussi in questi incontri bilaterali e incontri molteplici, tra i partiti e le organizzazioni che non hanno ritenuto di partecipare alla LCI a causa delle differenze. I punti di discussione in queste riunioni e l’atteggiamento verso i problemi dei partiti e delle organizzazioni coinvolte sono documentati. La nostra aspettativa era quella di avere discussioni concrete con i compagni del PCI (Maoista) su questi documenti e poter considerare le loro critiche dopo queste discussioni e relazioni. È inaccettabile cercare di definire il processo indipendentemente da ciò che è appena stato menzionato, basandosi unicamente su documenti pubblici e quindi scartando parte degli sforzi compiuti.

In secondo luogo. Durante l’intero processo, i compagni del PCI (Maoista) non hanno sentito la necessità o non si sono assunti la responsabilità di contattare i Partiti e le organizzazioni coinvolte nel processo del comitato organizzatore della CIMU o della stessa CIMU. L’ex comitato di coordinamento della CIMU e dei suoi partiti costituenti ha cercato in tutti i modi di stabilire canali diretti e sicuri con il PCI (Maoista). Attraverso questi canali avremmo potuto informare direttamente e discutere tutti i temi importanti della LCI e il lavoro preparatorio per l’organizzazione della CIMU. Ma il PCI (Maoista) ha ignorato tutti questi sforzi. Come tutti i partiti e le organizzazioni, il PCI (maoista) avrà indubbiamente le proprie ragioni che non è obbligato a rendere pubbliche. Ma stiamo parlando di un processo di mancanza d’impegno che va avanti da anni. Al termine di questo processo di mancanza d’impegno, i compagni hanno scelto di fare una dichiarazione senza contattare l’ex comitato organizzatore della CIMU, né la direzione della Lega comunista internazionale, né nessuno dei partiti e delle organizzazioni che compongono la LCI, né richiedere qualsiasi informazione.  È una situazione sorprendente!

In terzo luogo. Prendiamo molto seriamente le critiche del PCI (Maoista) alle posizioni teoriche, ideologiche, organizzative e politiche della LCI. Questi punti di critica potrebbero essere discussi sulla base dell’unità sui tre principi fondamentali: 1. difendere il marxismo-leninismo-maoismo; 2. lottare contro il revisionismo; e 3. lavorare per la rivoluzione proletaria mondiale. Sono altresì necessari per lo sviluppo del MCS su una base ideologica, teorica, politica e organizzativa più solida. La lotta tra le due linee deve essere privilegiata rispetto ad un compromesso opportunistico. Nelle discussioni durante il processo del Comitato dell’Organizzazione della CIMU, critiche e valutazioni simili provenivano da diversi partiti e organizzazioni, e anche da alcuni partiti e organizzazioni che si trovano attualmente nella LCI. Contrariamente alla spiegazione del PCI (Maoista), la LCI è un’organizzazione che esiste con queste differenze. Non si ignorano, si stanno discutendo e continueranno ad essere discusse. Nel processo di discussione, si sono riflessi anche nell’opinione pubblica. Ma l’importante qui è come gestiremo le differenze sulla base delle necessità della Rivoluzione Proletaria Mondiale, con quali metodi avanzeremo nella linea dell’unità-lotta-unità. È stata istituita un’unità sulla comprensione dei principi di base. Si sta seguendo un atteggiamento basato su questi principi fondamentali e uno sforzo per sviluppare l’unità attraverso la discussione. Crediamo che questo metodo sia più appropriato considerando il processo della lotta di classe in tutto il mondo e le esigenze della rivoluzione proletaria mondiale.

Nella sua dichiarazione, il PCI (Maoista) ci accusa di avere un atteggiamento settario e un metodo di lavoro scorretto che è presumibilmente in grado di ostacolare la lotta tra due linee. Nel formulare questa accusa, non spiega su quali fatti oggettivi e su quali informazioni si basa tale valutazione. Il presidente Mao Tse tung ha definito il settarismo come la politica delle «porte chiuse».

Una breve analisi oggettiva è sufficiente per vedere che questa dichiarazione del PCI (Maoista) non ha una base oggettiva. Il lancio della CIMU e la creazione della LCI non è stato un evento che si è svolto dall’oggi al domani. Al contrario, è il risultato di oltre un decennio di intensi sforzi internazionali, in particolare e più intensamente negli anni dal 2012 al 2022, durante i quali è stata incrementata la preparazione ideologica, politica e organizzativa. Ciò ha portato ad uno sviluppo significativo della lotta tra due linee nel MCI. Durante questo periodo, oltre alla formulazione e pubblicazione di numerosi documenti, riviste teoriche e dichiarazioni pubbliche, hanno avuto luogo decine di grandi incontri di Partiti, dozzine di incontri e centinaia di riunioni di lavoro.

Queste riunioni e incontri, che hanno discusso argomenti sulla base di documenti e dichiarazioni, tenendo conto del tempo di preparazione che ha coinvolto migliaia di pagine di documenti, del coordinamento, dello scambio di esperienze, delle campagne di azione congiunta, si sono svolti faccia a faccia ed hanno richiesto un notevole sforzo materiale. Questi eventi hanno incluso sette riunioni di partiti e organizzazioni marxisti-leninisti-maoisti in Europa, cinque riunioni di partiti e organizzazioni in America Latina e la prima conferenza di partiti e organizzazioni marxisti-leninisti-maoisti in America. Di questi, il PCI (Maoista) ha partecipato di persona, al III Incontro dei Partiti latinoamericani, e il quarto incontro ha informato della sua impossibilità ad essere presente e ha chiesto l’agenda per inviare un contributo.

Queste richieste sono state ricevute inavvertitamente da un gruppo specifico, determinato ad ostacolare il processo della CIMU con tutti i mezzi, e non sono arrivate a causa del sabotaggio delle informazioni.

Questo processo ha coinvolto tutti i partiti e le organizzazioni marxisti-leninisti-maoisti con i quali c’erano canali di comunicazione diretti, sia coloro che hanno partecipato al processo che coloro che sono fuori dal processo, e che sono sempre stati invitati a partecipare al processo. Tutti sono stati invitati direttamente e personalmente a partecipare alla CIMU. Va anche sottolineato che questa è stata l’unica iniziativa collettiva che ha progredito e funzionato sistematicamente nella preparazione della CIMU ed è stata l’unica che è riuscita a superare parzialmente la dispersione pesante e prolungata nel MCI. Questo processo, in contrapposizione con il settarismo, è indicativo di uno sforzo reale, non simbolico o solo retorico, per l’unità comunista.

Se tale «posizione settaria» fosse effettivamente tale, come si spiegherebbero le modifiche significative apportate alla versione della Dichiarazione politica e dei Principi (DPP) approvati dalla CIMU nel «bilancio del movimento comunista internazionale» e nella «proposta di bozza dell’attuale linea politica generale»? Tali cambiamenti sono spiegabili da dati oggettivi. Tutti coloro che volevano partecipare attivamente alla CIMU hanno potuto presentare i loro punti di vista, condurre una lotta aperta e sincera, esprimere una solida unità di volontà e raggiungere una reale unità a un più alto livello.

Quasi tutte le fasi del processo della CIMU sono state realizzate attraverso la lotta tra due linee. Le importanti differenze ideologiche e politiche tra i membri della LCI sono state e continuano ad essere discusse durante tutto il processo. Ma ciò non ha impedito ai partiti partecipanti di unirsi attorno ai principi fondamentali del marxismo-leninismo-maoismo e agli assi della linea politica generale per il MCI. È così che dovrebbe essere. Naturalmente, poiché la CIMU non si è basata su accordi eclettici, ma sulla lotta tra due linee che cerca di unirsi il più ampiamente possibile sui principi fondamentali del marxismo-leninismo-maoismo, non tutte le critiche alla «base della discussione» hanno trovato posto nella «dichiarazione politica di principio».

Sul risultato della creazione della LCI. La valutazione del PCI(Maoista) per cui: <Allora la LCI formata in nome della «unificazione» riflette solo la posizione di un tipo di marxisti-leninisti-maoisti, non rappresenta la visione unificata dei vari Partiti>, merita di essere considerata rispetto a diversi punti. In primo luogo, il nostro problema non riguarda solo la comprensione delle posizioni che sono state prese o di quelle che è probabile vengano prese, ma anche se la linea ideologico-teorica, organizzativo-politica che emerge ha una controparte nella lotta di classe. In secondo luogo, la determinazione che «non rappresenta la comprensione unificata di più partiti» è una valutazione soggettiva, non è oggettiva. Secondo cosa e secondo chi la LCI «non rappresenta la visione unificata di più partiti»? I membri marxisti-leninisti-maoisti della LCI hanno convenuto che le attuali condizioni della lotta di classe richiedono che i comunisti prendano una posizione unificata e formino una piattaforma centrale. Alcune delle forze marxiste-leniniste-maoiste, per varie ragioni, non parteciparono alla realizzazione di questa formazione. Naturalmente, sono emerse all’incirca due concezioni diverse e due orientamenti diversi. Nessuna posizione o piattaforma che potesse formarsi rappresenta il «tutto».

Rappresentare il tutto prende sempre la forma di un accordo su linee generali, principi di base e orientamento generale. Questo è quanto è stato fatto nel caso specifico della LCI. Naturalmente, è preferibile unire una parte il più grande possibile delle forze. Tuttavia, non è preferibile per noi, con il pretesto di unire una parte più ampia, rimandare la creazione di un centro internazionale unificato di comunisti ad una data indeterminata. Inoltre, come indicato nella dichiarazione di fondazione della LCI, è un’organizzazione aperta a tutti i marxisti-leninisti-maoisti. Sulla strada della Conferenza internazionale Maoista unificata, non è stato adottato alcun approccio secondo cui «coloro che accettano il progetto di discussione presentato dal comitato preparatorio possono venire, gli altri non possono».

Al contrario, è stato affermato che coloro che hanno criticato il progetto politico del CCIMU dovrebbero esprimere le loro opinioni e critiche in seno alla CIMU, cercare di rendere le loro idee egemoni e formare un’unità più organica insieme a coloro che hanno deciso di unirsi alla CIMU ma sono stati critici nei confronti del progetto politico del CCIMU, ecc. Se, nonostante tutti questi sforzi, hanno preferito rimanere distanti, chi dovrebbe essere criticato? È un dato che rivela la situazione che si era determinata il fatto che tra i partiti che non hanno partecipato, nessuno ha potuto sostenere che non sono stati invitati a partecipare o che sono stati ostacolati a farlo. In altre parole, quali sono gli ostacoli per un’unità più ampia? L’approccio della posizione di «tipo di marxista-leninista-maoista» è senza dubbio correlato alle critiche al settarismo della LCI. Questo approccio si basa sull’unità della linea politico-ideologica-organizzativa di una parte essenziale delle componenti della LCI. Siamo fondamentalmente in disaccordo con la divisione delle correnti maoiste in «diversi tipi e blocchi». Il fatto che vi siano partiti comunisti più vicini tra loro non ci porta a considerarli dello stesso «tipo». Questo approccio servirebbe a mascherare le differenze politico-ideologiche tra i movimenti maoisti nei diversi paesi, a nascondere la lotta tra due linee all’interno dei movimenti maoisti e a ignorare le strutture proprie e indipendenti dei movimenti maoisti in ogni paese. Non è corretto che i compagni del PCI (Maoista) considerino la LCI come “un tipo di” corrente monolitica all’interno del maoismo. L’affinità ideologico-politica della maggioranza dei componenti della LCI porta i compagni a questa conclusione infondata. Forse la fonte della critica al «settarismo» potrebbe derivare dall’ipotesi che la maggioranza dei membri tenderebbe ad imporre le sue posizioni a causa delle sue affinità, ma di fatto non è questo il caso. La LCI respinge la critica della corrente monolitica di cui parlano i compagni. Questo è in linea con la realtà e con l’approccio della LCI, che si basa e pratica la lotta tra due linee.

La dichiarazione del PCI (Maoista) dice: “Il nostro partito ha già reso noto il suo documento politico sulla formazione dell’Organizzazione internazionale nel 2017 e questo è stato pubblicato su Maoist Road come parte del dibattito internazionale […] Prima di questo, il nostro partito ha pubblicato un documento in cui ha scritto chiaramente sulle esperienze del Movimento Comunista Internazionale, ha sintetizzato la presente situazione internazionale e del movimento e la formazione dell’Organizzazione Comunista Internazionale adeguata a questo scopo, che significa un’organizzazione internazionale proletaria che coinvolge partiti e organizzazioni maoisti e gli aspetti ideologici, politici e organizzativi. Anche il MCI l’ha pubblicato. Il Partito Comunista del Nepal (Maoista Rivoluzionario), la Tunisia, il PCR-RCP Canada-Iskra, il Partito Comunista (Maoista) dell’Afghanistan, l’Unione Operaia Comunista (MLM) hanno fatto studi e osservazioni responsabili, hanno scritto note critiche e le hanno inviate al CCIMU per il dibattito. Ma gli organizzatori e i sostenitori non hanno risposto”.

Ci si può chiedere su quali basi non è stata messa all’ordine del giorno la discussione della piattaforma proposta per il Movimento Comunista Internazionale dal PCI (Maoista) nella formulazione della “Dichiarazione del PCI (Maoista) del Comitato Centrale del 2017”. A nostro parere, la ragione principale è data dal fatto che il PCI (Maoista) non ha fatto uno sforzo particolare per porre questo documento nell’agenda di altri partiti e organizzazioni.  

Stiamo parlando del fatto che il documento è stato trasmesso al PCI (Maoista) tramite internet o «tramite intermediari»! Come si può vedere nel passaggio sopra citato dell’articolo del PCI (Maoista), «altri» hanno cercato di mettere questa dichiarazione all’ordine del giorno. Pertanto, questo documento è rimasto una dichiarazione di cui molti partiti e organizzazioni hanno scritto di tanto in tanto nel Movimento Comunista Internazionale. È chiaro che ogni dichiarazione fatta da ogni partito o organizzazione non deve necessariamente essere all’ordine del giorno di altri partiti e organizzazioni. L’approccio del PCI (Maoista) del «perché il nostro documento non è stato discusso» non è valido, infatti si valuta la LCI senza che questo sia stato il risultato di un impegno particolare. Tuttavia, va notato che un movimento maoista come il PCI (Maoista), con una lunga e solida tradizione di 60 anni, un movimento maoista persistente, determinato e sistematico nel perseguimento della sua strategia rivoluzionaria, ricopre un posto speciale per tutte le forze maoiste.

Anche la LCI adotta questo approccio. Il documento pubblicato dai compagni è stato analizzato e valutato da ogni membro della LCI secondo questo approccio. Sarebbe sbagliato dire che questo documento non ha ricevuto l’attenzione che merita. Al contrario, è stato uno dei partiti membri della LCI, su richiesta del PCI (Maoista), a distribuire il documento attraverso canali interni, e ha incoraggiato il dibattito sul documento, prima che fosse pubblicato su Maoist Road o qualsiasi altro sito web. In questo senso, ha avuto un impatto indiretto sul processo. Oltre a ciò, il processo progrediva, maturava e si organizzava attraverso discussioni e scambi di idee. In un quadro in cui i Compagni del PCI (Maoista) non erano dunque presenti in quella fase del processo, il fatto che richiedessero una particolare valutazione dei loro testi era contrario allo spirito di questo stesso percorso.

Un altro aspetto di questa domanda deve essere chiarito. Nella dichiarazione del PCI (Maoista), il PCI (Maoista) è stato uno dei partiti effettivamente coinvolti all’inizio del processo che è culminato nella LCI. Il PCI (Maoista) ha partecipato alle relative discussioni sull’unificazione del Movimento Comunista Internazionale e alle riunioni bilaterali e agli incontri in cui si sono svolte tali discussioni. Pertanto, la fondazione della LCI non «cade dal cielo». Né è il risultato di un processo iniziato sotto il controllo e la gestione di «un certo gruppo». Il PCI (Maoista), che all’inizio faceva parte di questo processo, ha messo da parte tutto questo e ha imboccato una linea diversa.

Il PCI (Maoista) ha dichiarato: “Invece del processo seguito per la formazione della LCI, il nostro Comitato Centrale ritiene che vi sia una grande necessità di mobilitare in un forum comune che funzioni sulla base dell’approvazione e dell’unanimità di tutti i partiti e, oltre ai partiti della LCI, tutti i partiti e le organizzazioni rivoluzionari marxisti-leninisti-maoisti che sono ideologicamente vicini a loro, per potersi scambiare esperienze e posizioni ideologiche e politiche”. Condannando la LCI sulla base di una valutazione soggettiva del processo di formazione della stessa LCI e ignorandoil processo di organizzazione della LCI, la proposta di «mobilitarsi in un forum comune che lavori sulla base dell’approvazione e dell’unanimità di tutti i partiti …» non ci è comprensibile. Si può dire che la LCI ha carenze, limiti e persino alcune posizioni erronee, ma questo è già stato detto, perché evitare di unificare il Movimento Comunista Internazionale ampliando l’appartenenza intorno ad un processo organizzativo esistente facendo uno sforzo per eliminarne le carenze, gli errori e le insufficienze? Con la formazione di un’organizzazione centrale di 15 partiti e organizzazioni di 14 paesi a seguito di un lungo e laborioso processo, il proposito di creare una qualche diversa piattaforma quasi ignorando la formazione della LCI è per noi inaccettabile.

Unirsi sotto il maoismo

La preparazione, lo sviluppo e il culmine della CIMU sono stati guidati dalla lotta tra due linee. Come risultato delle discussioni, è stato deciso di unirsi attorno a tre principi fondamentali come punto principale di unificazione e sviluppo per i marxisti-leninisti-maoisti: 1) Difendere il marxismo-leninismo-maoismo, 2) Lottare contro il revisionismo, 3) Affermare la rivoluzione proletaria mondiale.

Questi principi sono incorporati nello slogan «unirsi sotto il maoismo». Questo slogan è anche lo spirito e la guida che ha indirizzato il lavoro della CIMU e la fondazione della LCI sulla base della difesa incrollabile dei principi del marxismo-leninismo-maoismo. Ecco perché crediamo che nella LCI debba rimanere come principio guida che separa il marxismo dal revisionismo.

Il fatto che questi problemi ideologico-teorici e politico-organizzativi sono ampiamente discussi da partiti e organizzazioni marxisti-leninisti-maoisti, il successo dei lunghi anni di preparazione della CIMU e l’istituzione della LCI hanno un importante significato nella lotta del Movimento Proletario Internazionale. Questo lungo e difficile processo, nonostante le sue carenze, è stato portato avanti con un intenso lavoro e sforzo. Invece di bloccare la lotta tra due linee, la fondazione della LCI ha elevato la lotta tra due linee, che continua a svilupparsi nel Movimento Comunista Internazionale, ad un livello superiore.

Nel marzo di quest’anno, nel 2023, la LCI ha rilasciato una dichiarazione pubblica nella forma di una risoluzione sull’unità del MCI. Ha espresso inequivocabilmente la sua posizione su questo argomento e una serie di problemi relativi all’unità del MCI dopo la CIMU. Il PCI (Maoista) non fa riferimento a questa risoluzione. Ecco alcuni estratti di questo importante documento:

“La Lega Comunista Internazionale farà ogni sforzo per stabilire una relazione diretta con tutti i partiti e le organizzazioni M-L-M che vogliono lavorare per l’unità e non per la scissione e che difendono i tre principi fondamentali: 1. difesa del marxismo-leninismo-maoismo, 2. lotta contro il revisionismo, e 3. essere per la rivoluzione proletaria mondiale. La LCI lavorerà tenendo riunioni, incontri e forum per sviluppare la lotta tra le due linee e promuovere l’unità ideologica e politica. Pertanto, sosterrà tutte le proposte, iniziative, forum, che servono a sviluppare unità-lotta-unità”. Così come è stato affermato nella Dichiarazione Politica e nei Principi: “La nuova organizzazione internazionale è un centro di coordinamento ideologico, politico e organizzativo, basato sul centralismo democratico e sul metodo della soluzione dei problemi attraverso la consultazione reciproca e permanente tra i partiti e le organizzazioni che la compongono, ed estenderà questo approccio a tutti coloro che – pur partecipando con gli stessi principi e scopi – sono al di fuori di essa”.

Se una parte attiva e significativa del Movimento Comunista Internazionale (MCI) può essere unita sulla base dei principi del marxismo-leninismo-maoismo, perché questa parte non può farlo? Perché questo progresso è da voi definito un problema di unità nella vostra Dichiarazione? Tale unità può essere raggiunta solo se l’intero MCI si unisce allo stesso tempo? Non è una conclusione paradossale pensare che i fattori soggettivi per la rivoluzione siano troppo deboli, che il MCI non versa in una situazione adeguata ai suoi compiti e allo stesso tempo affermare che è un dato negativo l’unificazione ferma e consapevole di 15 partiti e organizzazioni sulla base ideologica dei principi del marxismo-leninismo-maoismo e degli assi avanzati per la linea politica generale per il MCI? Non ha dimostrato il contrario l’esperienza storica del proletariato internazionale, che la lotta per l’unità internazionale del proletariato si realizza attraverso l’unificazione e la separazione (I, II, III Internazionale)?

Riteniamo che le critiche e le valutazioni del PCI (maoista) alla linea politica generale contenuta nella «dichiarazione politica di principio» siano questioni rilevanti che devono essere chiarite in modo organizzato, secondo i metodi e i criteri proletari rivoluzionari, attraverso lo sviluppo della lotta tra le due linee. Speriamo di avere l’opportunità di discutere ciascuno di questi temi in modo bilaterale, diretto e organizzato. Tuttavia, sottolineiamo che queste differenze non rappresentano alcuna differenza dai principi ideologici che hanno costituito la base dell’unità dei 15 partiti e organizzazioni nella fondazione della Lega comunista internazionale. Siamo convinti che il Movimento Comunista Internazionale, riunito sotto questo stendardo rosso, avanzerà e darà un potente colpo all’imperialismo, alla reazione e a tutto il revisionismo e l’opportunismo.

Lega comunista internazionale (LCI)

Ottobre 2023

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